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Giuuno è l'estensione digitale di Umberto Giugliano Boutique, realtà del fashion con sede a Nola e un catalogo costruito su marchi ad alta riconoscibilità.
Il posizionamento vive di una tensione che il settore conosce bene: da un lato la boutique fisica, dove la vendita passa dal rapporto personale, dalla consulenza e dalla capacità di leggere chi entra; dall'altro l'online, dove nessuno ti accoglie e la decisione si prende da soli, spesso in pochi minuti e da telefono.
Portare una boutique online non significa fotografare il magazzino. Significa trovare il modo di riprodurre digitalmente il criterio con cui quella boutique seleziona — perché è la selezione, non l'ampiezza, il motivo per cui un cliente sceglie un multimarca invece del sito del singolo brand.
A questo si aggiunge la struttura tipica della moda: collezioni che ruotano ogni stagione, saldi che cambiano le priorità di navigazione due volte l'anno, e un pubblico che si muove tra uomo, donna, designer e occasioni regalo con logiche di ricerca completamente diverse tra loro.
È un ritmo che nessun altro settore ha con la stessa intensità. Un negozio di elettronica può tenere la stessa struttura per anni; una boutique la ridisegna di fatto due volte l'anno, e ogni volta deve restare riconoscibile a chi ci era già passato.
Per Giuuno abbiamo progettato un e-commerce orientato alla conversione, lavorando su architettura, gerarchia e chiarezza visiva più che sull'effetto.
Il problema da risolvere era di orientamento. Un catalogo ampio con molti marchi è una ricchezza per chi vende e un ostacolo per chi compra: più opzioni ci sono, più cresce il rischio che il visitatore non sappia da dove iniziare e se ne vada senza aver guardato niente. La navigazione è stata costruita per dare subito le porte d'ingresso principali — uomo, donna, saldi, designer, gift card — invece di chiedere all'utente di scavare.
La scelta di partire dal mobile non è una formalità tecnica. Nella moda la maggior parte delle visite arriva da telefono, spesso in momenti di attesa, e un percorso pensato per il desktop diventa faticoso esattamente dove si concentra il traffico.
Il lavoro sul checkout chiude il ragionamento: è il punto in cui si perdono le vendite già quasi fatte, e ogni passaggio in meno vale più di qualsiasi intervento sulla home.
C'è poi un livello che nella moda si sottovaluta: il negozio è multilingua e multivaluta. Per una boutique che tratta marchi internazionali non è un vezzo, è la condizione perché un cliente fuori dall'Italia capisca quanto sta spendendo senza aprire un convertitore — e quel passaggio fuori dal sito è uno dei momenti in cui l'acquisto si perde e non torna.
Il risultato è un percorso in cui l'utente capisce immediatamente dove andare, che per un multimarca è la condizione perché la selezione si veda.
Ecco cosa abbiamo costruito insieme a Giuuno.
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