
Gruppo Giamundo S.r.l. è un'azienda italiana specializzata nel commercio all'ingrosso di abbigliamento e biancheria per uomo, donna e bambino, con un assortimento che spazia da intimo e pigiameria a costumi da bagno, calze, abbigliamento moda e articoli per la casa. Con una storia iniziata nel 1984 e una presenza consolidata al CIS di Nola, offre ai clienti una vasta selezione di marchi e prodotti tessili per il mercato B2B. Sul proprio sito dichiara forniture ai rivenditori di tutta Italia e spedizioni con corrieri tracciati.
L'ingrosso tessile ha una logica diversa da quella del negozio. Il cliente è un rivenditore, che compra per rivendere e ragiona su assortimento, disponibilità, tempi di consegna e margine. Non cerca ispirazione: cerca un fornitore su cui contare, che abbia ciò che gli serve quando gli serve.
Per un grossista con un catalogo ampio la prima difficoltà è proprio quella. Con decine di categorie, per uomo, donna, bambino e bambina, dall'intimo alle calze, dalla maglieria ai leggins, il rivenditore deve poter arrivare alla famiglia di prodotti che gli interessa in pochi passaggi, e capire a colpo d'occhio cosa è disponibile.
La seconda è che il grossista non vive solo del B2B. Un marchio che vende ai rivenditori ha spesso anche un pubblico finale che lo cerca direttamente, e che ha aspettative molto diverse: non cerca un fornitore, cerca un acquisto.
Per Gruppo Giamundo abbiamo realizzato due siti: uno B2B, dedicato ai rivenditori, e uno B2C, dedicato al consumatore finale.
Avere due siti separati ha una ragione precisa, perché i due pubblici si aspettano cose opposte. Il rivenditore vuole un catalogo ordinato per categoria, informazioni chiare sull'assortimento, sulla fornitura e sulla spedizione: una consultazione veloce e funzionale, quasi da strumento di lavoro. Il consumatore cerca invece una vetrina: prodotti presentati come in un negozio, un percorso d'acquisto semplice, un linguaggio meno tecnico.
Mescolare le due cose in un solo sito, in questi casi, rischia di danneggiarle entrambe. Il grossista deve far sentire al rivenditore che parla con un fornitore strutturato, e il consumatore deve sentirsi in un negozio, non in un magazzino. Due siti permettono di tenere due toni, due livelli di informazione e due modi di acquistare senza compromessi.
Il sito B2B si regge sul catalogo, che in un'azienda con un assortimento così ampio è il vero problema: le famiglie di prodotto, per uomo, donna e bambino, devono essere facili da percorrere. Il sito B2C è la parte più vicina a chi compra per sé.
Insieme danno a un'azienda con oltre quarant'anni di storia una presenza digitale con due ingressi: uno per chi rivende, uno per chi compra.
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