
Hospitality
Ruoli Meetaly
Maya Beach Experience è un beach club e resort della Costiera Sorrentina, un luogo costruito attorno all'idea che il mare sia il protagonista e che il tempo, lì, debba rallentare.
La particolarità commerciale di questa struttura è che parte da una posizione che pochi hanno: non è un marchio da costruire, è un marchio già riconosciuto, con un pubblico fidelizzato e una reputazione consolidata costruita offline nel corso degli anni.
È una condizione che cambia completamente il problema. Quando un brand non esiste ancora, il compito è farlo conoscere; quando esiste già ed è forte, il compito è non tradirlo — e il rischio si rovescia. Una comunicazione mediocre su un marchio sconosciuto produce indifferenza; la stessa comunicazione su un marchio amato produce delusione, che è molto peggio perché intacca qualcosa che funzionava.
C'è poi la natura ibrida della proposta, tra beach club e resort, che serve momenti diversi: la giornata al mare e il soggiorno sono esperienze distinte, con pubblici che si sovrappongono solo in parte.
E infine la Costiera, dove la bellezza è la norma. In un contesto in cui ogni struttura ha il mare davanti e un panorama da cartolina, la fotografia di un tramonto non distingue nessuno: quello che distingue è l'atmosfera specifica di un posto, ed è molto più difficile da catturare.
Per Maya Beach Experience abbiamo lavorato con un approccio più curatoriale che tecnico, e il cuore del progetto è stata la direzione artistica.
La parte a cui abbiamo dedicato più tempo è quella che sembra la più semplice: la selezione delle immagini. Non si trattava di scegliere fotografie belle — in Costiera ce ne sono a migliaia e si assomigliano tutte — ma di scegliere quelle che raccontano questo posto e non un altro. È un lavoro di sottrazione, in cui scartare un'immagine molto bella perché generica è la decisione più difficile e più importante.
La seconda direttrice è la coerenza tra canali. Il sito non vive isolato: convive con la comunicazione social e con le campagne pubblicitarie, e un utente che arriva da un contenuto social e trova un sito con un altro registro percepisce una frattura anche senza saperla nominare. Allineare i tre livelli significa che ogni punto di contatto rafforza gli altri invece di ripartire da zero.
Il terzo asse è l'esperienza di navigazione, costruita perché sia immersiva ma non ostacoli chi ha già deciso. È l'equilibrio che nell'hospitality si sbaglia più spesso: siti bellissimi in cui prenotare richiede tre clic di troppo, e siti efficienti che non fanno venire voglia di andarci.
Il risultato rafforza online una percezione premium che la struttura si era già guadagnata di persona.
Ecco cosa abbiamo costruito insieme a Maya Beach Experience.
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