
SushiSamba è un ristorante internazionale di cucina etno-fusion che unisce influenze giapponesi, brasiliane e peruviane in un'esperienza gastronomica multisensoriale. Nato a New York e presente nelle principali città del mondo, il marchio propone piatti creativi come sushi, ceviche, grigliate alla robata e cocktail d'autore in un ambiente vivace e contemporaneo dove cena, drink e intrattenimento si fondono in un'unica esperienza.
Sul proprio sito racconta di una cultura nata dall'incontro fra tre paesi: l'emigrazione giapponese in Brasile e in Perù all'inizio del Novecento, e la cucina che ne è venuta fuori. È una storia con una forza narrativa rara per un ristorante, e proprio per questo difficile da gestire: un marchio con locali in Europa, negli Stati Uniti, in Medio Oriente e in Asia, con una sola sede in Italia, a Milano, deve parlare allo stesso tempo a chi lo conosce da altre città e a chi lo scopre sotto casa.
Un ristorante di questo tipo non vive solo di cena: può vivere di aperitivi, di serate, di tavoli da festeggiamento, di gruppi. Ogni fascia ha un pubblico diverso, e ognuno ha motivi diversi per scegliere un locale che costa più della media.
Per SushiSamba abbiamo gestito le campagne pubblicitarie della sede di Milano, l'unica del marchio in Italia.
La pubblicità di un ristorante di questo livello ha un compito preciso: far scegliere, più che far conoscere. In una grande città ci sono centinaia di locali a portata di mano, e un marchio noto deve comunque ricordarsi nel momento in cui una persona sta decidendo dove andare. Per questo una campagna per un locale non si ragiona come una campagna d'immagine, ma come un lavoro di tempi e di pubblici: la serata del fine settimana non si promuove come il pranzo di lavoro, e il tavolo per sei persone non si propone a chi cerca un aperitivo veloce.
Il secondo nodo è la misura. Il risultato di una campagna per un ristorante è una prenotazione, non un clic, e la distanza fra le due cose è dove si perde buona parte del budget. Una campagna efficace tiene insieme ciò che si promette, il pubblico a cui lo si promette e la facilità con cui chi è interessato può prenotare.
A Milano questo si sente più che altrove. Il marchio arriva con una fama costruita in altre città e deve conquistarsi un pubblico locale, in una piazza dove la ristorazione è molto affollata e dove un nome internazionale da solo non basta a far prenotare. Il vantaggio è un nome che pesa; l'obbligo è non dare per scontato che pesi anche fra chi vive a Milano e il marchio non lo conosce ancora.
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