I Fontana è un gruppo di pizzerie di Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, costruito attorno a concept diversi invece che su un'insegna replicata. La pizza napoletana della sede storica di via Annunziata, la pizza al taglio del Rustico in via Aldo Moro, e una linea gourmet servita alla pala: tre modi di lavorare lo stesso impasto, pensati per momenti di consumo differenti.
La prima pizzeria ha aperto nel 2020, tre giorni prima che iniziasse la pandemia. A fondarla è stato Pietro Fontana, che porta avanti l'attività con la moglie Melania e i tre figli — e a ciascuno dei figli, Mattia, Greta e Giulia, è dedicato uno dei locali. È un dettaglio che dice parecchio del modo in cui l'insegna è cresciuta: un'impresa familiare, dove l'espansione non è un piano industriale ma il passo successivo di una storia personale.
Il lavoro sulla materia prima e il rispetto della tradizione napoletana hanno portato il gruppo dentro le classifiche di 50 Top Pizza Italia e nella Guida alle 250 Pizzerie Napoletane, con riconoscimenti ai vertici. Non è un risultato scontato per un'attività aperta nel momento peggiore possibile e cresciuta negli anni immediatamente successivi.
Quella crescita, però, sposta il problema. Finché c'è un locale, le prenotazioni stanno su un quaderno e in testa a chi risponde al telefono. Con più insegne, formati diversi e un pubblico che prenota anche la sera per la sera, la stessa informazione deve stare in un posto solo e aggiornata per tutti — altrimenti il tavolo si sdoppia, oppure resta vuoto senza che nessuno se ne accorga.
Per I Fontana abbiamo costruito da zero il sistema di prenotazione: percorso multi-step per il cliente, dashboard per chi lavora in sala, menù digitale e tracciamento del funnel fino alla prenotazione confermata.
Il motivo per cui serviva non è la prenotazione in sé — quella la prende anche un telefono. È che con più locali e formati diversi la stessa informazione deve stare in un posto solo e aggiornata per tutti, altrimenti il tavolo si sdoppia oppure resta vuoto senza che nessuno lo sappia. E più il locale cresce, più il margine di errore costa: un coperto perso di sabato sera non si recupera il martedì.
C'è poi la parte che di solito nei ristoranti resta al buio, ed è quella su cui abbiamo lavorato di più. Chi investe in pubblicità per riempire i tavoli di solito misura quante persone hanno cliccato, non quante si sono sedute. Sono due numeri diversi e il secondo è l'unico che conta. Tracciare il percorso fino alla prenotazione confermata, e non fermarsi al clic, è ciò che permette di sapere quale campagna ha davvero portato clienti — e quindi quale conviene tenere accesa.
Per un'attività costruita sulla qualità della materia prima, il senso è questo: mettere sotto controllo la parte gestionale e quella pubblicitaria, così che l'attenzione resti dove serve davvero, cioè su quello che esce dal forno.
Ecco cosa abbiamo costruito insieme a I Fontana.
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