
Ristorante
Ruoli Meetaly
Roji è un ristorante di Nola che propone cucina giapponese fusion, unendo la tradizione nipponica a influenze mediterranee in un ambiente costruito attorno a un'estetica precisa: mise en place minimal, luci soffuse, piatti dal forte impatto visivo.
La ristorazione fusion di questo tipo vive di un equilibrio delicato. Deve essere abbastanza riconoscibile da rassicurare chi cerca il giapponese che conosce, e abbastanza personale da giustificare la scelta rispetto a un locale tradizionale. È un posizionamento che si costruisce sull'esecuzione e sull'atmosfera, due cose che si raccontano male a parole.
C'è poi una specificità del giapponese in provincia. È una cucina percepita come esperienza più che come pasto, scelta per un'occasione — una cena importante, un anniversario, una serata diversa — più che per abitudine. Questo alza l'aspettativa: chi prenota si è già immaginato la serata, e il locale deve corrispondere a quell'immagine.
L'ambiente, in un ristorante così, non è cornice ma parte del prodotto. Le luci soffuse e la cura della mise en place contribuiscono al valore percepito quanto il piatto, e sono il motivo per cui la stessa portata mangiata altrove non sarebbe la stessa cosa.
Il pubblico, infine, decide in fretta e da telefono: si sceglie dove andare a cena guardando qualche immagine, controllando un menù e verificando che ci sia posto.
Per Roji abbiamo sviluppato il sito come estensione digitale del locale, con un compito dichiarato: far arrivare online l'atmosfera che al ristorante si percepisce entrando.
Il design minimalista ed elegante, costruito su immagini di qualità e una tipografia curata, non è una scelta di gusto ma una traduzione. L'atmosfera delle luci soffuse non si può descrivere a parole senza scadere nel già sentito: si può però ricreare con un registro visivo coerente, in modo che chi arriva sul sito riconosca lo stesso mondo quando varca la porta.
Il resto del lavoro è pratica pura, e riguarda i tre motivi per cui qualcuno apre il sito di un ristorante. Consultare il menù, prenotare, ordinare a domicilio. Sono tre intenzioni diverse che devono essere raggiungibili subito, senza che una nasconda le altre — perché un utente che cerca il menù e trova prima il modulo di prenotazione si innervosisce, e uno che vuole prenotare e deve scorrere tutto il menù rinuncia.
La semplificazione del flusso di prenotazione ha ridotto l'abbandono, che è il numero che conta davvero: un ristorante non perde clienti perché il sito è brutto, li perde perché prenotare è più faticoso del previsto e qualcuno decide di richiamare dopo — e poi non richiama.
Il collegamento al delivery completa il quadro, perché per un locale di questo tipo l'asporto non è un ripiego ma un secondo canale con una sua clientela.
Ecco cosa abbiamo costruito insieme a Roji.
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