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Blog/Marketing & Growth
Marketing & GrowthGuida pratica

Come scegliere un'agenzia di marketing: 3 domande da fare prima di firmare

Promesso: questo non è un articolo per tirare acqua al nostro mulino. È una guida pratica. Con un po' di fortuna, farà risparmiare qualche euro a chi ne ha bisogno.

MMeetaly Team·12 settembre 2026·8 min di lettura
“Il punto di partenza

Il costo vero di un'agenzia non è la fattura mensile. È la differenza tra quello che hai incassato e quello che avresti potuto incassare.

Da una parteAgenzie blasonateche chiedono migliaia di euro al mese.
Dall'altraAgenzie economicheche sulla carta costano poco, ma in realtà possono costarti molto di più: ti fanno perdere 6-12 mesi di incassi potenziali.
In breve
  • Scava nello storico. Non fermarti ai loghi dei clienti o a un bel sito: chiedi cosa hanno fatto, con che risultati e in quanto tempo.
  • Parla di percentuali, non solo di prezzi. Un compenso legato ai risultati allinea gli interessi dell'agenzia ai tuoi.
  • Fatti spiegare cosa faranno per te. Prime settimane, cosa misureranno, come capirai se funziona. Senza tecnicismi.
  • Prima di firmare, guarda il costo vero. Non solo la fattura: modello di compenso, segnali d'allarme e cosa c'è scritto nel contratto.
In questo articolo
  1. 01Scava nello storico
  2. 02Parla di percentuali, non solo di prezzi
  3. 03Fatti spiegare cosa faranno per te
  4. 04Come si paga un'agenzia
  5. 05Il costo vero: un esempio di calcolo
  6. 06Segnali d'allarme
  7. 07Cosa farsi scrivere nel contratto
  8. +Le 3 domande per il primo incontro
Ti va di parlarne?

Portaci le tre domande e giudica tu se superiamo il test.

Mettici alla prova

Oggi il mercato è pieno di cattiva informazione, e in certi casi nemmeno il nome e la reputazione sembrano più una garanzia.

Da fuori, due agenzie si somigliano: stesso linguaggio, stesse piattaforme, stesse promesse. La differenza si vede dopo, quando hai già firmato e sono passati mesi. Per questo conviene fare le domande giuste prima, al primo incontro, quando cambiare strada non costa niente.

Quindi, come si sceglie? Ecco le tre regole che useremmo noi, se fossimo dall'altra parte del tavolo. Poi vediamo come si paga un'agenzia, come si calcola il costo vero, quali segnali devono farti alzare le antenne e cosa farti mettere per iscritto.

01 · Lo storico

Scava nello storico

Non fermarti ai loghi dei clienti o a un bel sito web. Un logo dice che c'è stato un rapporto, non come è andato. Vai più a fondo e fai domande precise.

Cosa chiedere sui clienti passatiregola 01
  1. 1“Cosa avete fatto, concretamente, per quel cliente?”
  2. 2“Che risultati avete ottenuto, e in quanto tempo?”
  3. 3“Potete mostrarmi un caso studio o un report reale (anche con i dati sensibili oscurati)?”
Se la risposta è vaga, scappa. Sono domande a cui solo un'agenzia seria sa rispondere.

Che aspetto ha un caso reale con numeri? Deve dirti da dove si partiva, cosa è stato cambiato, quanto tempo ci è voluto e cosa è successo dopo, anche quando qualcosa non è andato come previsto. Un esempio è il nostro caso sulle campagne Facebook per tre palestre in Campania: contatti, iscritti e passaggi intermedi, non solo il risultato finale.

02 · Il compenso

Parla di percentuali, non solo di prezzi

Nel performance marketing, le agenzie serie amano i compensi legati ai risultati, come una percentuale sul fatturato generato o sulla spesa pubblicitaria gestita.

Il motivo è semplice: se sanno cosa stanno facendo, crescere insieme al cliente è il miglior investimento possibile anche per loro. Gli interessi sono allineati.

Quando l'agenzia dice no al compenso variabileregola 02
Rifiuta subitoqualsiasi forma di compenso variabile
Non è detto che sia da scartareci possono essere ragioni legittime
Chiedi a loro il perchée fatti due domande
Una ragione legittima, per esempio: un tracciamento delle vendite non affidabile.
03 · La chiarezza

Fatti spiegare cosa faranno per te

Basta tecnicismi, frasi da guru e termini che nessuno capisce.

Chi conosce davvero il proprio lavoro sa spiegarlo a un ragazzino di 15 anni, in modo cristallino. Deve saperti dire cosa farà nelle prime settimane, cosa misurerà e come capirai se sta funzionando.

Sul "cosa misurerà" insisti: è lì che si capisce se l'agenzia lavora per i tuoi incassi o per i suoi grafici. Se la risposta è "visite al sito", chiedi che fine fanno quelle visite. Ne parliamo in perché le campagne traffico portano visite ma non vendite.

Cosa deve saperti direregola 03
Cosa farà nelle prime settimane
Cosa misurerà
Come capirai se sta funzionando
Se l'agenzia ti chiude in riunioni o report di ore pieni di frasi incomprensibili, scappa: è fumo negli occhi.
04 · I modelli di compenso

Come si paga un'agenzia: i modelli più comuni

Non esiste il modello giusto in assoluto. Esiste quello giusto per la tua attività, per come tracci le vendite e per la fase in cui sei. Ecco i quattro che incontrerai più spesso, con pregi e trappole. Le cifre le lasciamo fuori apposta: cambiano troppo da settore a settore per dare un numero che valga per tutti.

Quattro modi di pagare un'agenziaconfronto
Fee mensile fissa

Come funziona. Paghi la stessa cifra ogni mese per un perimetro di lavoro definito: campagne, creatività, report.

Quando conviene. All'inizio, quando non c'è ancora uno storico, o quando le vendite non si possono tracciare bene.

A cosa stare attenti. L'agenzia incassa uguale che vada bene o male. Fatti scrivere cosa è incluso e su quali obiettivi viene giudicata.

Percentuale sulla spesa pubblicitaria

Come funziona. Il compenso è una quota del budget gestito su Meta, Google e le altre piattaforme.

Quando conviene. Quando il budget cresce nel tempo e il lavoro (più campagne, più creatività) cresce con lui.

A cosa stare attenti. Premia l'agenzia se spendi di più, non se vendi di più. Chiedi come viene giustificato ogni aumento di budget.

Percentuale sul fatturato generato

Come funziona. L'agenzia guadagna una quota delle vendite attribuite alle sue campagne.

Quando conviene. E-commerce e attività che tracciano le vendite in modo affidabile, dal contatto all'incasso.

A cosa stare attenti. Va deciso prima cosa conta come "generato": altrimenti si litiga sui numeri, o si paga anche per vendite che sarebbero arrivate comunque.

Modello misto: fisso + variabile

Come funziona. Una parte fissa copre il lavoro di base, una parte variabile premia i risultati raggiunti.

Quando conviene. Spesso è il compromesso più equilibrato: l'agenzia lavora tranquilla, ma ha tutto l'interesse a farti crescere.

A cosa stare attenti. Il variabile deve poggiare su obiettivi misurabili e scritti. Su obiettivi vaghi è solo un fisso travestito.

Nessuna cifra di mercato: percentuali e fee dipendono da settore, budget e quantità di lavoro. Confronta sempre i modelli sullo stesso perimetro di attività.
05 · Il costo vero

Il costo vero: un esempio di calcolo

Torniamo alla frase da cui siamo partiti: il costo vero di un'agenzia è la differenza tra quello che hai incassato e quello che avresti potuto incassare. Detta così sembra uno slogan. Con un esempio diventa un conto.

L'esempio qui sotto è ipotetico: numeri tondi, scelti per rendere il calcolo leggibile. Non sono prezzi di mercato né un nostro listino.

Esempio · due agenzie, 12 mesi, stesso budget pubblicitarioipotetico
Agenzia A · economicaFee: 500 € al mese → 6.000 € in un annoIncassi generati: 30.000 €
Agenzia B · più caraFee: 1.500 € al mese → 18.000 € in un annoIncassi generati: 90.000 €
Incassi meno fee dell'agenzia
Agenzia A · 30.000 € − 6.000 €24.000 €
Agenzia B · 90.000 € − 18.000 €72.000 €
Il costo vero della scelta economica72.000 € − 24.000 € = 48.000 €L'agenzia A fa risparmiare 12.000 € di fee, ma lascia sul tavolo 48.000 € rispetto all'alternativa.
Esempio ipotetico con numeri tondi. Il budget pubblicitario è lo stesso per entrambe, quindi nel confronto si annulla. Nella realtà il calcolo va fatto sul margine, non solo sugli incassi, e i risultati non si conoscono in anticipo: per questo contano lo storico (regola 01) e un modello di compenso che leghi l'agenzia ai risultati (regola 02).

La lezione non è "scegli sempre la più cara": un'agenzia costosa che porta gli stessi risultati di una economica è solo più costosa. La lezione è che la fattura è la parte visibile del costo, non tutta. Mesi persi con campagne che non vendono sono un costo che non arriva mai in fattura.

06 · I segnali d'allarme

Segnali d'allarme

Alcune cose si vedono già nella proposta o al primo incontro. Nessuna, da sola, è una condanna. Ma se ne trovi due o tre insieme, fermati e chiedi spiegazioni prima di firmare.

Sei campanelli da non ignorareattenzione
  • Account pubblicitari intestati all'agenzia. Gli account di Meta e Google devono essere tuoi, con l'agenzia invitata come collaboratrice. Se un giorno vi separate, lo storico resta a te.
  • Report solo con metriche di vanità. Visualizzazioni, like e click fanno numero, ma non pagano le bollette. Se nel report non compaiono contatti, vendite o prenotazioni, manca la parte che conta.
  • Nessun tracciamento delle conversioni. Se l'agenzia non propone di misurare cosa succede dopo il click, non potrà dirti cosa funziona. E tu non potrai verificarlo.
  • Contratti lunghi senza obiettivi. Un vincolo di molti mesi senza nessun obiettivo scritto vuol dire che paghi comunque, qualunque cosa succeda.
  • Nessun referente. Se non sai chi segue il tuo account e a chi scrivere quando qualcosa non va, ogni problema diventa un rimpallo.
  • Promesse di risultati garantiti. Nessuno controlla l'asta di Meta o di Google. Chi ti garantisce un numero prima di aver visto i tuoi dati sta vendendo, non stimando.
07 · Il contratto

Cosa farsi scrivere nel contratto

Le promesse a voce valgono finché le cose vanno bene. Quando qualcosa si inceppa, conta quello che è scritto. Bastano quattro punti chiari, in parole semplici, per evitare la maggior parte delle discussioni.

Checklist del contrattoprima di firmare
  • Proprietà degli account e dei dati. Account pubblicitari, pixel, liste di contatti e creatività restano tuoi, anche quando il rapporto finisce.
  • Obiettivi misurabili. Cosa si misura (contatti, vendite, prenotazioni), da dove si parte e in quanto tempo ci si aspetta di vedere un cambiamento.
  • Frequenza e contenuto dei report. Ogni quanto arrivano e cosa devono contenere: spesa, risultati sugli obiettivi concordati, cosa è stato cambiato e perché.
  • Durata e disdetta. Quanto dura il primo periodo, con quanto preavviso si può uscire e cosa ti viene consegnato quando esci.

Le 3 domande da portare al primo incontro

checklist
  1. Mi mostrate un caso reale, con numeri, simile al mio?regola 01
  2. Siete disposti a legare parte del compenso ai risultati?regola 02
  3. Mi spiegate in 5 minuti cosa farete e come misureremo il successo?regola 03

E dopo la firma? Questa guida si ferma qui, al momento della scelta. Da lì in poi lo strumento più importante è il report di ogni mese: cosa deve esserci, cosa chiedere e quando preoccuparsi lo trovi in come leggere il report della tua agenzia di pubblicità.

E quindi, Meetaly è una buona agenzia?

Oggi preferiamo non rispondere. Contattaci, facci le tre domande e giudica tu se superiamo il test.

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